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Quando si sentono episodi di cronaca e risse ci si ricollega al mondo del gioco d’azzardo dato che è “vox populi” che dove si trovino sale da gioco, lì sia il regno del malaffare, della delinquenza e della criminalità. Ecco perché la sala giochi da slot machine di Savona, dove è scoppiata una violenta rissa che purtroppo ha causato la morte di un avventore ed il ferimento di un altro, è arrivata all’onore della cronaca accompagnata dalle consuete, trite e ritrite considerazioni sul gioco e su tutto ciò che lo circonda: considerazioni che hanno fatto risalire la rissa e le sue conseguenze a debiti di gioco conseguenti ad “abuso di slot machine”. In ogni caso, a seguito di questo bruttissimo episodio di violenza, alcuni deputati hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per conoscere quali iniziative si intenda intraprendere per assicurarsi che venga garantita, in situazioni simili a quella avvenuta nella città di Savona, la fermezza e la determinazione nella repressione di fenomeni di illegalità e di minaccia alla sicurezza ed alla tranquillità dei cittadini. Il Governo, così sollecitato, sottolinea che le notizie apparse sulla stampa hanno attribuito l’omicidio a debiti derivanti dal gioco d’azzardo, ma non era quella la realtà. D’altra parte la Questura ha precisato che non risulta svolgimento di gioco d’azzardo nell’esercizio coinvolto nel fatto di cronaca, esercizio nel quale esistono cinque slot machine, installate secondo le norme di legge e regolarmente autorizzate. Ancora una volta la “demonizzazione del gioco” è arrivata ai cittadini in modo non veritiero dalla carta stampata… tanto per cambiare!