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INDICE

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Il sistema operativo del robottino verde è ad oggi quello più libero e gestibile sotto ogni punto di vista. Indubbiamente un punto a favore per chi vuole gestire efficacemente sia la durata della batteria che le risorse disponibili. Di base può sembrare che all’aumentare delle risorse sfruttabili dal dispositivo la batteria debba crollare vertiginosamente, e viceversa diminuendole. Le risorse che lo smartphone utilizza e l’autonomia della batteria sembrano quindi essere due elementi in contrasto fra loro, inversamente proporzionali. Niente di più sbagliato! Infatti per avere uno smartphone che abbia una buona/ottima durata della batteria basta prendere in considerazione qualche piccolo accorgimento ed un paio di app.

Per cominciare ad aumentare l’autonomia della batteria ed arrivare con tranquillità a fine giornata, potete trovare i primi suggerimenti nell’articolo “Risparmiare batteria: trucchi utili” dove abbiamo approfondito perché essere accorti versi alcuni particolari, soprattutto se il telefono non è esattamente nuovo, può essere utile per cominciare a capire cosa “tagliare” senza rinunciare alla velocità del processore o alle connessioni accese in modo intelligente.

Se avete trovato interessante e utile l’articolo precedente, troverete ancora più interessante “Batteria Android: tips and tricks e come calibrare correttamente la batteria del nostro Android” dove abbiamo esaminato come e perché ricalibrare la batteria del nostro telefono oltre a dare consigli utili a mantenere una batteria in buona salute per più tempo, con l’inevitabile conseguenza di avere maggiore autonomia e non doverla ricomprare.

Gestione energetica, primi passi

Se avete seguito con attenzione e attuato le guide negli articoli precedenti, avrete sicuramente notato un miglioramento nelle performance della batteria dello smartphone. Vediamo ora come migliorare ancora la durata della batteria e la gestione delle risorse.

Il primo passo da fare è tenere il telefono decisamente pulito. Come fare? Possiamo partire da una cosa molto semplice. Eliminiamo tutte le foto e i video che riteniamo inutili (sì, anche quello del gattino tenero che vi ha mandato vostra zia su Whatsapp) dalla galleria per fare in modo che la memoria del telefono venga liberata. Avere la memoria troppo piena significa avere un telefono più pesante nell’apertura dei file multimediali, delle app e anche al caricamento iniziale.

Lo step successivo è altrettanto semplice. Basta disfarci di tutte quelle applicazioni che non usiamo o che riteniamo del tutto inutili anche se “sono carine ma non le apro mai”. Disinstalliamole ed andiamo a liberare il telefono dalla loro presenza, lui sicuramente non ne sentirà la mancanza e anzi tirerà un sospiro di sollievo. Per disinstallare un’app andiamo su Impostazioni > Applicazioni > selezioniamo l’app desiderata > Disinstalla. (Vedi immagini qui sotto)

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Naturalmente tra le app inutili e deleterie per il nostro smartphone ci sono anche i task-killer, i calibratori della batteria e tutte quelle che dovrebbero liberare la memoria ram del telefono, perché la stragrande maggioranza di queste applicazioni non fa altro che sortire l’effetto opposto rispetto al risultato promesso. Infatti da Android 4.x.x in poi, il nostro telefono è in grado di gestire autonomamente la memoria ram da allocare per l’apertura delle app e il funzionamento del sistema stesso e non sorge la necessità di app di terze parti che duplicano o addirittura vanificano gli sforzi del sistema, rendendosi nemiche della batteria.

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LEGGI ANCHE: Risparmiare batteria: trucchi utili.

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Gestione avanzata delle risorse

Arrivati a questo punto dobbiamo capire effettivamente quale sia la causa dei maggiori consumi del nostro smartphone. Le opzioni da prendere in considerazione sono poche ma molto importanti per proseguire con i passaggi successivi. Infatti avere una batteria poco grande riduce di molto le prestazioni già in partenza, senza contare che se teniamo lo schermo molto tempo acceso (il display è l’elemento del dispositivo che consuma più batteria) possiamo in generale escludere che la batteria duri molto, salvo casi eccezionali. In media uno smartphone con ottime prestazioni raggiunge circa le 4-5 ore di schermo acceso, implicando che stiamo utilizzando una qualche applicazione. L’ultima alternativa da controllare è se una o più applicazioni chiedono un’elevato dispendio di risorse o restano molto tempo attive. Possiamo farlo entrando nelle impostazioni del telefono e selezionando la voce “batteria“. All’interno possiamo trovare un elenco di quali elementi del dispositivo (es. schermo) o quali app prosciugano le risorse del dispositivo. Se all’inizio dell’elenco ci sono una o più app il consiglio migliore che possiamo darvi è quello di disinstallarle immediatamente se non ne avete strettamente bisogno (impostazioni del telefono > applicazioni > selezionate l’app > premete su disinstalla).

Se e solo se si dispone di root (se non sai cos’è, sicuramente non hai i permessi di root), un metodo alternativo per controllare quali app consumano la maggior parte delle risorse anche quando sono in background o quando il telefono è totalmente inattivo (il cosiddetto “deep sleep“) è avvalersi di Wakelock Detector. E’ un’app di utilizzo molto semplice, infatti una volta aperta basta premere sul pulsante in alto con disegnato un processore (CPU wakelock) per scoprire quali app lavorano maggiormente anche quando il telefono è in standby. Una volta scoperto quali app continuano a sincronizzarsi anche a telefono inattivo succhiando parecchia batteria, non vi resta che disinstallarle. Se al contrario abbiamo necessariamente bisogno di queste app non ci resta che ibernarle e limitare il loro impatto sulla batteria.

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LEGGI ANCHE: Permessi di Root: pro e contro.

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Wakelock Detector [ROOT]
Wakelock Detector [ROOT]
Developer: UzumApps
Price: Free+

WakelockDetector1WakelockDetector2

Come ibernare applicazioni

Una delle app più conosciuti tra gli “smanettoni” di Android è sicuramente Greenify. Quest’app ci permette di ibernare, nel vero senso della parola, tutte quelle app che altrimenti lavorerebbero in background costantemente succhiando la maggior parte delle risorse della batteria. In parole povere, l’app si attiva proprio quando il telefono va in standby impedendo alle applicazioni selezionate di attivarsi e permettendoci potenzialmente di risparmiare parecchia batteria. All’interno di Greenify dovremo scegliere le app da ibernare, selezionarle ed ibernarle con il tasto apposito. Quando andremo ad accedere ad una o più app ibernate, le toglieremo automaticamente dall’ibernazione.

Greenify
Greenify
Developer: Oasis Feng
Price: Free

Inoltre Greenify permette di ottenere risultati migliori se usata in connubio con i permessi di root. Se non sai cosa sono i “permessi di root” non preoccuparti, non li hai attivati modificando il telefono ma Greenify lavorerà altrettanto bene con le sue funzioni base. Ovviamente concedendo i permessi all’app, questa potrà ibernare anche app di sistema ma vi sconsigliamo vivamente di farlo se non sapete a cosa serva un determinato processo attivo in background. Se invece vuoi scoprire cosa sono i “permessi di root” e scoprire che impatto hanno sul telefono e perché attivarli, non ti resta che leggere l’articolo “Permessi di root: pro e contro“. Ovviamente attivarli significa avere anche dei privilegi superiori per agire sulla durata della batteria e sui permessi concessi alle app, quindi in sintesi avrai pienamente accesso a quella che è la parte per esperti di Android.

Greenify1Greenify2Greenify3

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