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Per molti di noi è assolutamente normale pensare ad Android come il sistema operativo di Google, e dei suoi servizi, come Maps, Google Play e molti altri.
Tuttavia, una buona parte del mondo Android, è  in realtà completamente priva di applicazioni e servizi Google.

Nei paesi asiatici, in particolare, gli smartphone montano prevalentemente firmware completamente Open Source (AOSP), o compilato e personalizzato da altre grandi aziende.
In Cina, ad esempio, questo momento, Google Play e altri servizi di Google non sono ufficialmente supportati dalla maggior parte dei dispositivi mobili. Big G si è vista privare, per anni, dell’accesso al fiorente mercato (smartphone) cinese, che, nel frattempo, è maturato ed ha fatto la fortuna di molti operatori locali.

Molti esperti però, hanno recentemente affermato che Google sia seriamente intenzionata a riconquistare il mercatino cinese programmando con l’introduzione di Marshmallow, l’adeguamento del Play Store e la vendita di dispositivi indossabili.

Considerando che il governo cinese e Google non sono stati sempre in ottimi rapporti, non è chiaro come essi verranno approvati, ma non si esclude che non ci siano stati accordi informali in questi anni.

Facciamo il punto della situzione.

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L’allontanamento di Google dal mercato cinese

E’ stata una rumorosa e sofferta decisione annunciata dopo un’intrusione da parte di cracker locali al culmine di anni di convivenza con la censura di Pechino.
Questo ha stravolto le strategie della Grande G dando vita ad un mercato anomalo.

Lo scenario, oggi

Secondo le fonti di The Information, Google starebbe pensando di riproporre in Cina il proprio Play Store in una versione che opererà entro i limiti dettati dalle leggi locali, sottostando al regime di autorizzazioni e di controlli imposto da Pechino.
Attualmente, la maggior parte dei dispositivi cinesi monta versioni di Android derivate dal codice Android Open Source Project (AOSP), ed offre contenuti e servizi locali.

Ci sarà spazio per Google in Cina?

I consumatori cinesi non hanno mai conosciuto Google Play, e ci sono mercati forti e affermati.

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Un nuovo punto di partenza

Android 6.0 Marshmallow, secondo indiscrezioni, dovrebbe rappresentare un nuovo inizio per Google e i suoi servizi in Cina: i primi terminali con Android Standard potrebbero arrivare sul mercato cinese entro la fine del 2015.
Google avrebbe anche pianificato un programma di incentivi da proporre ai produttori locali, per allineare Android alla versione più aggiornata: la conferma sulla partnership tra Google e Huawei per la realizzazione del prossimo Nexus 6per alcuni osservatori rappresenta la una prova delle intenzioni della Grande G. Google. Sembrano esserci accordi anche con ZTE e aziende più piccole.

In questo momento, ovviamente, non sappiamo se questi sforzi avranno l’esito ricercato, ne in quali tempi.

Android Wear

Il mercato dei dispositivi Android vive in Cina la propria maturità e richiederà un lavoro molto lungo, affinché porti a  risultati.
L’emergente  mercato dei dispositivi indossabili sembra offrire a Google l’opportunità di inserirsi nel mercato cinese. In che modo Wear si inserisce nella strategia di Google?

Mountain View starebbe lavorando su Android Wear per coinvolgere produttori disposti a scommettere sul mercato locale con le funzioni e i servizi, come un assistente vocale che parli Mandarino, che Google starebbe già provvedendo a declinare a favore dei potenziali utenti cinesi.

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Non solo indiscrezioni quindi sull’arrivo di Android Wear in Cina , e di nuovi smartwatch a basso costo.

Il produttore cinese di smartphone BLUBOO, ci fa sapere che entro la fine del mese sarà rilasciato il Bluboo Xwatch, uno smartwatch con Android Wear su processore MTK 2601, 512 MB di RAM e 4 GB di spazio su disco.
Pochi giorni prima anche Elephone, ha annunciato che lancerà sul mercato l’ Elephone Watch.

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