Nel corso dell’intervista rilasciata durante la sua visita in Nuova Zelanda, Ren Zhengfei, CEO e fondatore di Huawei, azienda leader nelle soluzioni di Information e Communication Technology (ICT), ha confermato l’impegno dell’azienda nell’apportare valore aggiunto e contribuire all’economia digitale della nazione.

A Huawei logo is pictured at the ITU Telecom World in Geneva

Ren Zhengfei ha affermato:

La Nuova Zelanda è uno dei mercati strategicamente più importanti per Huawei. Huawei è stata selezionata per la realizzazione delle reti a banda larga ultra-veloce (UFB) e 4G/LTE in Nuova Zelanda. Svilupperemo qui le più avanzate reti di telecomunicazione, riconosciute a livello mondiale, grazie alle nostre soluzioni di ultima generazione che garantiscono sicurezza e tecnologia avanzata.

In Aprile, Huawei è stata scelta per la realizzazione della rete 4G/LTE di Telecom Nuova Zelanda, il cui completamento è previsto per ottobre 2013. Questo accordo fa seguito a quello del 2011/2012 che vede impegnata Huawei come fornitore principale per la rete UFB. Huawei è anche un riferimento per i più importanti operatori del Paese. Da sempre impegnata ad arricchire la vita delle persone attraverso la comunicazione e l’innovazione, Huawei ha introdotto per la prima volta al mondo la lingua Maori in uno smartphone attraverso la rete di telefonia mobile locale 2degrees.

Ren ha aggiunto:

La Nuova Zelanda è meravigliosa; un Paese progressista che accoglie favorevolmente l’introduzione delle infrastrutture di telecomunicazioni di ultima generazione. Tutto ciò favorisce l’economia digitale della nazione mentregli investimenti ne rafforzano la competitività globale, gettando le basi per una continua crescita a livello mondiale. L’economia digitale in forte espansione in Nuova Zelanda negli ultimi anni aiuterà il settore ICT a diventare più diversificato, equilibrato e florido. All’interno di un ambiente così positivo, Huawei collabora attivamente per creare e condividere benefici strategici con i suoi clienti. Con questo incontro speriamo di rafforzare e migliorare il modello di cooperazione win-win nel settore ICT in Nuova Zelandae di diffondere in futuro tali modelli di cooperazione nel mondo.

Huawei ha contribuito alla creazione di posti di lavoro a livello locale dal 2005, anno in cui ha iniziato ad operare in Nuova Zelanda. Oggi, l’azienda conta 120 persone –il 90% delle quali assunte localmente. Huawei intende aumentare ulteriormente il personale nonchè gli investimenti in Nuova Zelanda crescendo insieme al Paese. Nel corso degli ultimi tre anni, l’investimento complessivo diretto di Huawei è stato di 139 milioni di dollari neozelandesi. Huawei ha inoltre stipulato accordi di collaborazione con altre aziende del tessuto produttivo nazionale.

Ren Zhengfei ha sottolineato l’importanza di affrontare una delle sfide chiave dettate dall’ubiquità della banda larga (sia in Nuova Zelanda che nel mondo): la sicurezza informatica. “Dobbiamo garantire una rete stabile in tutte le circostanze, in particolare quando si verificano terremoti, tsunami e altre emergenze. Questa è la maggiore responsabilità che i  produttori di infrastrutture di rete hanno verso la società. Quale azienda leader a livello mondiale, Huawei dà una grandissima rilevanza alla cyber-security”, ha dichiarato Ren. “La cyber-security è oggi una sfida importante da affrontare per la nostra industria a livello globale. L’argomento deve coinvolgere governi, operatori di telecomunicazioni e aziende ICT, tra cui Huawei e gli altri protagonisti del settore, così come gli utenti finali, per adottare approcci multilaterali, collaborativi e orientati alla soluzione per mitigare i rischi. Huawei incoraggia un dialogo aperto e trasparente e un approccio collaborativo per standard migliori nella sicurezza informatica”.

Mr. Ren ha aggiunto:

“Le apparecchiature Huawei non sono attualmente in uso nelle reti americane. Non abbiamo mai venduto apparati chiave ai principali operatori degli Stati Uniti, né soluzioni ad agenzie governative americane. Huawei non ha alcun collegamento con i problemi di sicurezza informatica degli Stati Uniti riscontrati in passato o che potranno emergere in futuro”.