L’Operazione Gambling dello scorso 22 luglio ha avuto un’eco poderosa anche a livello internazionale ed ha messo a soqquadro il mondo del gioco d’azzardo e dei casino online sollevando “parecchia polvere” spaventando la criminalità relativamente all’imponenza di questa operazione portata a termine dai comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, della Squadra Mobile della Polizia di Stato e della Dia di Reggio Calabria, unitamente al Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata ed al Nucleo Speciale frodi tecnologiche di Roma, comparto della stessa Guardia di Finanza. Il tutto non si è fermato lì, le operazioni sono proseguite con solerzia indicibile e l’attività investigativa è proseguita in modo incessante. Questo ha permesso di individuare compendi aziendali, siti online, beni mobili ed immobili, rapporti finanziari riconducibili a taluni membri criminali con proiezione transnazionale al quale hanno preso parte soggetti appartenenti alla ‘drangheta che, avvalendosi di società estere, hanno esercitato abusivamente l’attività del gioco e delle scommesse sull’intero territorio nazionale, riciclando così proventi illeciti di forte entità. Attraverso lo schermo di imprese del settore dei giochi dei casino online e delle scommesse a distanza, e dislocando in Stati esteri i server per la raccolta delle giocate, l’associazione criminale ha ovviamente aggirato la normativa che regola il comparto realizzando ingenti proventi in parte reinvestiti nell’acquisizione di nuove società, nonché per l’attivazione di nuovi siti online per l’esercizio ancora più esteso delle attività illecite. La ramificazione di queste società e trust esteri coinvolge Malta, Panama, la Romania, le Canarie e le Antille Olandesi mantenendo il centro decisionale ed operativo, però, in Calabria.