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Bitwig Studio, una DAW vicina alla produzione e ai musicisti

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Alcuni video ed articoli in giro per la rete, sponsorizzazioni social e un marketing pressante, hanno subito dato modo a molti utenti di “puntare” questa nuova DAW che ha suscitato non poco scalpore tra gli appassionati e i professionisti del settore. Bitwig Studionata nella sua prima versione nel 2014 dall’omonima casa di Berlino, ha inizialmente avuto qualche difficoltà a scrollarsi di dosso l’ombra di Ableton Live: molti dei programmatori di Bitwig, infatti, provengono da Ableton e molti degli elementi, soprattutto nella prima versione, ricordavano molto l’interfaccia di Live.
Scrollata questa paura, dalla versione 2 (quella che andremo a trattare in questo articolo) è stato fatto un ottimo passo avanti rispetto alla versione precedente, inserendo alcune features che distinguono la DAW dalle altre concorrenti e che vedremo man mano in quest’articolo.

Abbiamo testato Bitwig su un Macbook Pro metà 2014 e su di un Pc Windows, ma (sorprendentemente) disponibile anche per Ubuntu Linux, anche se, sinceramente, facciamo fatica a vedere un software di produzione audio che colpisca una numerosa clientela su piattaforma linux, ma potrebbe offrire una piattaforma DAW senza il costo di un Mac o di un PC con alte prestazioni.

Installazione e vista d’insieme

La procedura d’installazione del software è molto semplice: una volta scaricato il pacchetto (per chi volesse provarlo subito, può scaricarlo da qui), ed installato il software, Bitwig, se connesso alla rete, scaricherà alcuni pacchetti aggiuntivi.
Aprendo il software, sembra di essere davanti ad una delle altre DAW presenti sul mercato, con i soliti elementi di trasporto in alto, con i menu ed elementi di editing sulla parte superiore.
Il menù di sistema è quasi completamente vuoto perchè Bitwig ha un suo menù interno. Nella parte sinistra avremo le tracce che andremo a creare, nella zona centrale le tracce midi o audio, visualizzando le note o la waveform nel caso di tracce audio, la parte inferiore la tratteremo a breve.

Lo schema d’insieme del layout è abbastanza complicato e merita una piccola spiegazione: ad un livello più alto, il software ha diversi profili di visualizzazione incorporati esclusivi. Ogni profilo è pensato per affrontare un workflow specifico, compreso il sistema a multi-schermo.
Single Display potrebbe essere pensato per una sessione di registrazione, mentre il profilo Dual potrebbe essere pensato per una sessione di produzione in studio. Inoltre è presente un profilo a triplo schermo pensato per il sound design o la creazione di colonne sonore.
L’esperienza utente,  soprattutto all’inizio, potrebbe essere un po’ fuorviante (soprattutto per chi è abituato a DAW come Cubase o Pro Tools, meno per gli utenti di Ableton Live) perché succede spesso che in molte delle zone della finestra presente, per la sua infinita personalizzazione, rischiamo di vedere le stesse informazioni su più parti del layout, ma tutto questo ha una logica abbastanza chiara, una volta che prenderemo dimestichezza con il software.

Ibridazione

Non vogliamo soffermarci sulla questione di registrazione, riproduzione e missaggio perchè è molto simile, o quasi uguale, alle altre DAW, ma vogliamo soffermarci su alcune caratteristiche esclusive di Bitwig.
Una delle più curiose è l’utilizzo di tracce ibride: provenendo da altre DAW già citate precedentemente, siamo abituati a categorizzare le tracce in midi, audio o instrument; Bitwig utilizza una traccia definita ibrida, perchè può contenere un mix di informazioni sia audio che midi.

Il Browser

Bitwig permette l’accesso ad un pannello Browser, che consente di accedere alla varietà di file disponibili: device, preset, campioni, clip e così via.La visualizzazione Device visualizza i dispositivi incorporati o parte di un pacchetto Bitwig accanto a plug-in VST di terze parti. Per i device, Bitwig ha un sotto-pannello inferiore in cui elenca i preset disponibili. Un piccolo sotto-pannello di anteprima fornisce un po ‘di più informazioni sulla selezione, inclusi se i plug-in di terze parti sono a 32 o 64 bit: Bitwig sarà felice di caricarli ed eseguirli entrambi. I VST sono caricati in una ‘sandbox’ separato, in modo che un errore del VST o un crash non compromette l’intero programma.

Contenuti

In Bitwig Studio è presente tutto il materiale necessario per poter iniziare a lavorare su un brano. Alcuni moduli sonori come un sampler, drum machine, un organo ed altri.
La libreria di campioni è abbastanza vasta: nel momento in cui non dovrebbero bastarci i campioni presenti, possiamo scaricare le espansioni fornite gratuitamente dalla comunità Bitwig.
Inoltre sono presenti moduli di effettistica e processori di dinamica come compressori, expander, e perfino un transient designer.

Alcune delle nuove features:

  • Un sistema di modulazione ri-concettualizzato con 25 nuovi moduli
  • Numerosi aggiornamenti dei device, compresi remote controller, display dinamici e analizzatori di spettro
  • 17 Device completamente nuovi
  • Migliore integrazione hardware, con una migliore gestione MIDI e diversi device MIDI e CV dedicati
  • Supporto VST3

Avremo modo, nei prossimi articoli, di andare ad effettuare alcune prove e ad approfondire altri aspetti legati ad alcune tematiche del software e sulla produzione di qualche brano per spulciare alcuni nuove funzioni della DAW.

Alcune considerazioni:

Bitwig, che come abbiamo visto viene spesso paragonato ad Ableton Live, è testimone di una nuova generazione di software che si oppone alla tradizionale produzione audio con Pro Tools, Cubase, Logic… e che viene incontro alle esigenze della produzione musicale odierna, sempre più virtualizzata, in cui la DAW diventa  strumento per realizzare musica, a sè stante.
Sicuramente il software ha grandi potenzialità, soprattutto nella versione 2: la compatibilità con molti device midi odierni, il supporto a tecnologie come MPE che vedremo successivamente, il supporto ai vst 3 e molte altre features, hanno migliorato notevolmente la DAW, ma ancora c’è un grande margine di miglioramento. Vedremo quali sorprese ci aspetteranno successivamente.

Per acquistare il software, clicca qui

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